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HomenewsSan Martino in Salento… ed è subito vino!

San Martino in Salento… ed è subito vino!

La festa di San Martino in Salento rappresenta, da sempre, un appuntamento al quale non si può rinunciare.
Anche chi, per studio, lavoro o scelta di vita, non vive più il territorio salentino, si ritrova l’11 novembre di ogni anno a pensare a questa festa della tradizione, da sempre simbolo di convivialità e allegria.

Festa di San Martino: tutto il Salento in una tradizione

La ricorrenza di San Martino è molto sentita in Puglia e in particolare in Salento. Fin dall’antichità, infatti, l’11 novembre rappresenta il giorno dell’anno in cui ritrovarsi intorno a un tavolo a condividere pietanze locali e buon vino. La convivialità e la generosità a tavola celebrano le gesta di Martino di Tours (divenuto poi santo) che, in una notte gelida, donò metà del suo mantello a un mendicante. Ma una tradizione, non di stampo religioso, vuole anche che il giorno di San Martino sia quello individuato per la prima spillatura del vino novello.
Ecco quindi che, alla componente storica, si è nel tempo mescolata anche quella locale e folckloristica.
Il risultato è una tradizione senza tempo alla quale i salentini non riescono a rinunciare.

Come si festeggia San Martino in Salento

La padrona incontrastata della festa di San Martino è la “radunata”. Che sia in casa o in una trattoria, per il giorno di San Martino è d’obbligo condividere con persone care le bontà della cucina salentina e il buon vino del territorio.
I tempi attuali ci suggeriscono di accompagnarci a parenti e amici molto stretti e anche il numero delle persone a tavola, in questo periodo di emergenza, risulta essere di molto ridotto rispetto alle grandi compagnie alle quali siamo abituati. Ma il bello di San Martino è lo spirito della festa, capace di esaltarsi a prescindere dal contesto che lo circonda.
Cosa rende speciale questa ricorrenza? La particolarità della cena. A tavola non possono mancare castagne, pittule, formaggi, grigliate di carne preparate alla brace. E soprattutto deve essere presente il vino novello.
Il raccolto dell’estate, lavorato e lasciato riposare, in questi giorni in genere è pronto per essere assaporato: il vino novello, infatti, nasce per essere bevuto giovane, a partire proprio dai primi giorni di Novembre dello stesso anno della vendemmia.

Quest’anno sarà per noi salentini una festa di San Martino poco tipica, ma non rinunceremo – con tutte le precauzioni del caso – alla nostra amata tradizione e, quest’anno più che mai, alzeremo al cielo i calici con i migliori auguri per tutti noi