Chi siamo

LA NOSTRA STORIA

La storia di Cantina Vecchia Torre è quella di una piccola armata votata alla resistenza e alla restanza.

Perché restare a Leverano, a sud del sud, nel 1959, significava saltare nel vuoto senza paracadute.
Scommettere alla cieca e vergare l’inizio di una rivoluzione che avrebbe fatto scuola.
Erano in 44, tutti uomini e due donne.
Piccoli proprietari terrieri, braccianti, docenti e un sacerdote.
Si misero insieme, superando ogni individualismo, e diedero vita al sogno
possibile e corale della Cantina Sociale Cooperativa di Leverano.
Quel sogno oggi è una realtà produttiva feconda che punta a creare ricchezza ed economia,
con una capacità di produzione annuale di 3,5 milioni di bottiglie
per un fatturato che supera i 18 milioni di euro, e 1100 soci.

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  • 1959 – Costituzione della Cooperativa

    Il 17 settembre, alla presenza del notaio, la cantina sociale cooperativa di Leverano diventa realtà. Primo presidente, Antonio Biasi.
    Una sede in affitto, dove saranno conferiti i primi 3-4mila quintali di uve dell’inizio. I soci passano a 100 in pochi mesi.

  • 1962 – Una sede in proprio

    È il momento di costruire una sede in proprio.
    Sei milioni di lire, il costo del terreno su cui dare forma alla sostanza di un sogno pionieristico. Un ettaro di superficie e una capacità lavorativa di oltre 20mila quintali.
    Una battaglia vinta contro le resistenze dei coloni che non volevano perdere la conduzione dei terreni.

  • 1964 – Si realizzano le prime vasche

    La produzione aumenta giorno dopo giorno, si realizzano le prime vasche in cemento armato e i primi silos in ferro smaltato per la fermentazione e lo stoccaggio dei vini, della capacità di 5mila ettolitri. Il primo enologo, Antonio D’Amicis, spinge sull’acceleratore della qualità.

  • 1972 – L’impianto continua a crescere

    L’impianto continua a crescere, arrivano quattro autovinificatori da 2mila quintali ciascuno in acciaio e resina, saranno collocati sotto un grande capannone. Poco distante viene posizionato un concentratore capace di lavorare tre ettolitri di prodotto per ora. Pezzo dopo pezzo, la cooperativa diviene punto di riferimento per organizzazione, movimentazione di uve e avanzato livello tecnologico.

  • 1974 – Si passa all’imbottigliamento

    Dal vino sfuso si passa all’imbottigliamento finalizzato alla vendita diretta. Bianco, rosso, rosato. Le prime etichette semplici, le bottiglie da 0,72l, poi da 0,75 e da un litro e mezzo. Lacrima, Negroamaro… vini sinceri che finiscono sulle tavole e sugli scaffali e raccontano un territorio e la sua scommessa.

  • 1978 – L’ambasciatore degli Stati Uniti d’America

    A ottobre l’ambasciatore degli Stati Uniti d’America, Richard Gardner accompagnato dalla moglie Danielle, sceglie la cantina sociale cooperativa di Leverano come tappa del suo tour istituzionale, in quanto simbolo della rinascita del Mezzogiorno legato alla terra. Una fitta corrispondenza, custodita gelosamente negli archivi di Vecchia Torre, e un vino rosso amabile di nome Gardner, ricordano quell’incontro.

  • 1990 – Enologo Ennio Cagnazzo

    L’ingresso in cantina del dott. Ennio Cagnazzo, enologo, segna un grande passo in avanti per la valorizzazione dei vini di qualità prodotti nel Salento.
    Dopo la laurea in Scienze agrarie all’Università degli Studi di Firenze, prende il timone dello stabilimento di Leverano, puntando all’incremento dell’imbottigliamento e dettando una linea votata al perfezionamento di tecniche e produzioni e al conseguimento di standard di livello internazionale.

  • 2003 – Presidente Antonio Tumolo

    Il presidente Antonio Tumolo, completa ad oggi il ciclo storico delle responsabilità amministrative in seno all’azienda. Con il suo ingresso, sin da subito la Cantina si apre al mercato estero con successo. I vini di Leverano raggiungono tutta Europa, Usa, Cina e Giappone, apprezzati per la qualità del prodotto e per il messaggio di attaccamento alle radici e lavoro di squadra che trasmettono. Porta avanti con determinazione il Progetto Qualità secondo cui le caratteristiche uniche di un vino derivano dall’incastro tra territorio di produzione, vitigno d’origine e tecniche di vinificazione. Per questo si predilige la produzione di vini DOC e IGP e si punta su Negroamaro e Primitivo, che nel Salento hanno radici. Pratiche agronomiche finalizzate alla produzione di grappoli sani in cui si concentrano profumi, colori e qualità organolettiche uniche e valorizzazione del lavoro dei soci per produrre economia sana e di qualità sul territorio, fanno il resto.
    In pochi anni, con investimenti per oltre 10milioni di euro, cresce l’intero complesso che diventa una città nella città.

  • 2009 – Mezzo secolo di vita

    In occasione del suo mezzo secolo di vita, a fine luglio la Cantina si veste di musica e colori con un Wine Festival unico nel suo genere. Nove giorni di degustazioni e musica dal vivo all’aperto per brindare alla fine di un anno di lavoro e all’inizio di un nuovo percorso, con la vendemmia alle porte.
    Il festival, da allora, porta negli spazi della Cantina migliaia di visitatori ogni anno, ed è diventato punto di riferimento nel calendario degli eventi estivi salentini.

  • 2011 – Cantina Vecchia Torre

    Cantina sociale cooperativa di Leverano cambia nome, ma non pelle. Diventa Cantina Vecchia Torre, in omaggio a uno dei simboli storici ed emblematici del paese, la torre a guardia della centralissima piazza Roma, costruita per volontà del Puer Apuliae Federico II di Svevia.

  • 2013 – Nuovo impianto di imbottigliamento

    Vecchia Torre inaugura il nuovo impianto di imbottigliamento e il punto vendita di Leverano. È possibile acquistare vini in bottiglia e sfusi, da versare in contenitori di vetro o pet. Nell’angolo degustazioni, accompagnati dalla competenza di esperti sommeliers, i nettari della cantina conquistano i palati più esigenti.

  • 2018 – Nuovo punto vendita a Brindisi

    Taglio del nastro per un nuovo punto vendita con sede a Brindisi, tra viale Porta Pia e via San Martino della Battaglia, alla presenza delle autorità civili e religiose.
    Una festa corale partecipata quella di vecchia Torre, per un nuovo inizio nella città portuale.

  • 2019 – La cantina compie 60 anni

    La cantina compie 60 anni. Per l’occasione si inaugura la nuova bottaia restaurata. Un percorso multisensoriale, che racconta passato e futuro in una sintesi perfetta. Angolo degustazione, vecchie vasche di fermentazione trasformate nei luoghi in cui i vini riposano e maturano nelle botti, le bottiglie di una volta e le ultime produzioni, convivono regalando sorsi di cultura salentina.